25.3.13

Favicon per Joomla (e non solo)


Questo articolo mostra come creare un favicon e come sostituirlo al predefinito di joomla.
La parola "favicon" è l'abbreviazione di "favorites icon", ed è l'icona grande 16x16 pixel che compare nella barra degli indirizzi del vostro browser, nel menù preferiti e nelle schede (tabs) di Ie, Firefox, Chrome, Safari, e dei browser per smartphone. Tutte le installazioni di Joomla utilizzano il logo Joomla come favicon, e un errore comune di molti webmasters è ignorare la questione lasciandolo lì com'è. Se il nostro sito non è dedicato a joomla non c'è ragione di confondere le idee i visitatori.

17.9.10

Impedire il pagamento in contrassegno per nazioni differenti dall'Italia

Ci è capitata questa esigenza per il sito di un nostro cliente www.labstore.it: in pratica per questioni amministrave si è reso necessario impedire agli utenti non italiani di scegliere come forma di pagamento il contrassegno. Virtue Mart non consente in nessun modo da pannello di controllo una gestione del genere, come invece fa perfettamente con i metodi di spedizione.
Mano al codice, allora:

9.11.09

Ordine dei prodotti in virtuemart


Un piccolo Hack per permettere di modificare l'ordine predefinito di visualizzazione dei prodotti di Virtuemart 1.x. Di fatto è una opzione tralasciata, ma che è fondamentale.

Apriamo il file administrator/components/ com_virtuemart/html/shop_browse_queries.php e cambiamo la linea

22.10.09

Nascondere il componente da specifiche pagine in Joomla

In questo breve tip illustriamo un problema tipico di chi si avvicina a Joomla. Il menù di joomla crea nuove pagine in base ai componenti installati, ma alcuni moduli sono così ricchi ed autosufficienti da fare pagina a sé.
I moduli sono applicazioni  "leggere" che non interferiscono con il core di Joomla, ma possono essere un potente aiuto proprio grazie alla la loro flessibilità. Spesso i moduli sono parte integrante di componenti complessi, come il traduttore Joomfish, che sfrutta dei moduli per la selezione della lingua, o il modulo VMCart che in Virtuemart mostra il carrello dei prodotti.

22.9.09

Nascondere le categorie vuote in Virtuemart 1.x

Problema: le pagine categoria contengono un elenco di tutte le loro sottocategorie ognuna riportante il numero di prodotti, anche se questo è zero.
Soluzione: sulla cartella radice del nostro sito Joomla (con Virtuemart 1.1.x installato) apriamo il file

24.5.09

Abbreviazioni da Tastiera

Un elenco delle abbreviazioni da tastiera per i computer con la mela.
E' una lista un po' lunghetta, ma credo sia utile


AVVIO
"Premere X durante il riavvio" = Forza il riavvio di Mac OSX
"Premere Opzione-Command-Shift-Delete durante l'avvio" = Avvio da device secondario
"Premere C durante l'avvio" = avvio da CD
"Premere N durante l'avvio" = Avvio da rete (NetBoot)
"Premere T durante l'avvio" = Avvio da FireWire in modalità Target Disk
"Premere Shift durante l'avvio" = avvio in modalità Safe Boot
"Premere Command-V durante l'avvio" = Avvio in modalità Verbosa
"Premere Command-S durante l'avvio" = Avvio in modalità singolo utente



FINDER
"Command-W" = Chiudere finestra
"Option-Command-W" = Chiudere tutte le finestre
"Command-Freccia Destra" = Espandere Cartella
"Option-Command-Freccia Destra" = Espandere cartella e tutte le cartelle innestate
"Command-Freccia sinistra" = Chiudere cartelle
"Option-Command-Freccia su" =  Cartella di livello superiore



MENU FINDER

"Shift-Command-Q" = Apple Menu Log out
"Shift-Option-Command-Q" = Log out immediato
"Shift-Command-Delete" = Svuotare cestino
"Option-Shift-Command-Delete" = Svuotare cestino immediatamente
"Command-H" = Nascondere applicazione
"Option-Command-H" = Nascondere altre applicazioni
"Command-N" = Aprire nuova finestra
"Shift-Command-N" = Nuova Cartella
"Command-O" = Aprire
"Command-S" =  Salva
"Shift-Command-S" = Salva con nome
"Command-P" = Stampa
"Command-W" = Chiudi finestra
"Option-Command-W" = Chiudere tutte le finestre
"Command-I" = Informazioni
"Option-Command-I" = Mostra Inspector attributi
"Command-D" = Duplica file
"Command-L" =  Crea alias di un file
"Command-R" = Mostra file originale
"Command-T" = Aggiunge file ai preferiti
"Command-Delete" = Sposta file nel cestino
"Command-E" = Espelli
"Command-F" = Cerca
"Command-Z" = Annulla
"Command-X" = Taglia
"Command-C" = Copia
"Command-V" = Incolla
"Command-A" = Seleziona tutto
"Command-1" = Visualizza come icone
"Command-2" = Visualizza come lista
"Command-3" = Visualizza come colonne
"Command-B" = Nascondi barra degli strumenti
"Command-J" = Mostra opzioni
"Command - [" = Indietro
"Command - ]" = Avanti
"Shift-Command-C" = Menu Computer
"Shift-Command-H" = Menu Home
"Shift-Command-I" = Menu IDisk
"Shift-Command-A" = Menu Applicazioni
"Shift-Command-F" = Menu Preferiti
"Shift-Command-G" = Menu Vai a...
"Command-K" = Menu connetti a Server
"Command-M" = Riduci finestra
"Command-?" = Aiuto
"Command-Space" = Apre Spotlight (Mac OS X 10.4)
"Command-Alt-Space" = Guida Spotlight (Mac OS X 10.4)
"F12" = Apre Dashboard (Mac OS X 10.4 or later)
Universal Access and VoiceOver
"Option-Command-* (asterisk)" = Attiva Zoom
"Option-Command-+ (plus)" = Zoom in
"Option-Command-- (minus)" = Zoom out
"Control-Option-Command-* (asterisk)" = Modalità Bianco e Nero
"Control-F1" = Funzioni di Accessibilità avanzate. Quando è attivato puoi usare le combinazioni elencate di seguito:
"Control-F2" = Evidenzia Menu
"Control-F3" = Evidenzia Dock
"Control-F4" = Evidenzia finestra attiva
"Control-F5" = Evidenzia Barra degli Strumenti
"Control-F6" = Evidenzia finestra utility (palette)
"Command-F5 or fn-Command-F5" = Attiva modalità VoiceOver (Mac OS X 10.4)
"Control-Option-F8 or fn-Control-Option-F8" = Apre VoiceOver Utility (Mac OS X 10.4)
"Control-Option-F7 or fn-Control-option-F7" = Mostra VoiceOver menu (Mac OS X 10.4)
"Control-Option-; or fn-Control-option-" = Attiva/Disattiva Blocco VoiceOver  (Mac OS X 10.4 or later)
TASTI MOUSE
"8" = Muovi su
"2" = Muovi giù
"4" = Muovi sinistra
"6" = Muovi destra
"1, 3, 7, 9" = Muovi in diagonale
"5" =Premi pulsante
"0" = Tieni premuto
". (tempo sul tastierino)" = Rilascia pulsante (use after pressing 0)
ALTRI COMANDI

"Option-Command-D" = Mostra/Nasconde Dock
"Command-Tab" = Passa ad applicazione...
"Command-Up Arrow" = Sale di una cartella
"Command-Down Arrow" = Scende di una cartella
"Page Up or Control-Up Arrow" = Sale di una pagina
"Page Down or Control-Down Arrow" = Scende di una pagina
"Option-Drag" =Copia in un nuovo percorso
"Option-Command-Drag" = Crea alias in nuovo percorso
"Command-Drag" = Sposta senza copiare
"Command-C" = Mostra palette colori in applicazione
"Command-T" = Mostra palette caratteri in applicazione
"Command-Shift-3" = Scatta una foto dello schermo
"Command-Shift-4" = Scatta una foto della selezione
"Command-Shift-4, poi Control + selezione" = Scatta una foto dello schermo e copia in memoria
"Command-Shift-4, poi Spazio" = Scatta una foto della finestra selezionata
"Option-Command-esc" = Forza chiusura applicazioni
"Control-Eject" = Finestra di dialogo Riavvia, Stop, Spegni
"Control-Command-Eject" = Esce dalle applicazioni e riavvia
"Option-Command-Eject o Option-Command-Power" = Stop
"Command-click pulsante strumenti finestra (angolo superiore sinistro)" = Sfoglia tra le visualizzazioni disponibili della barra degli strumenti
"Command-`" = Sfoglia tra le finestre dell'applicazione o del finder aperte
"Function-Delete (PowerBook, iBook only)" = Cancella in avanti

11.5.09

Simulare un microfono d'ambiente per batteria

Ogni studio di registrazione che si rispetti possiede un hot spot in cui posizionare un microfono d'ambiente, particolarmente necessario a dare vita a batterie e percussioni.
L'operazione è fondamentale per ridare profondità al suono troppo diretto dei microfoni puntati su tamburi e piatti. Solitamente si posizionano uno o due microfoni omnidirezionali in un angolo profondo della sala per captarne le riflessioni. La traccia in questione è detta room.

Fattori molto complessi determinano la qualità di questo suono: dalla forma della stanza ai materiali usati per rivestirla e intrappolare le frequenze. Lasciamo queste cose agli ingegneri del suono. Nel nostro piccolo possiamo ottenere qualcosa di molto credibile in qualunque software multitraccia usando la tecnica del double tracking usata per sdoppiare le voci e chitarre in molti dischi dei Beatles.
1. duplichiamo una delle tracce usate per gli overhead
2. aggiungiamo come effetto di insert un equalizzatore parametrico regolato con filtro passa-alti sui 5-7khz e passa-bassi sui 90-150 in modo da tagliare via le frequenze più dirette dei piatti e della cassa. Ovviamente queste frequenze possono variare secondo il gusto.
3. sempre in insert, dotiamoci di un buon reverbero a convoluzione (reverbero non sintetico basato sul campionamento di ambienti reali) come Perfect Space o Waves IR scegliendo un preset di sala o studio a risposta breve ma abbastanza morbida.
4. aggiungiamo un compressore alla catena degli insert, regolato con un treshold molto basso(-18-28db), attacco veloce (4-5ms), rilascio medio(100-200ms) o se preferite, con un preset da mix generico
5. ritardiamo l'attacco della traccia di 4-5 ms per ottenere un leggero rimbalzo tra il suono secco e l'inizio delle riflessioni. Possiamo ottenere questo risultato slittando l'intera traccia o, se il nostro reverbero lo consente, regolandone l'offset.
6. una volta sistemati i plugins sarà necessario intervenire di nuovo per regolare l'equalizzazione, soprattutto per cancellare i suoni troppo sibilanti dei piatti, o per regolare meglio l'offset, ma il risultato spesso stupisce se misceliamo sapientemente questa traccia con le altre di batteria.
In alcuni casi l'operazione rende superfluo l'uso di un reverbero sul bus, soprattutto sui brani più sostenuti, conferendo un sapore vintage alla nostra ripresa digitale.

5.4.09

Reverberazione for dummies

Reverberant Room - fonte:http://www.roger-russell.com 
Di seguito espongo un sistema breve per ottenere una reverberazione equilibrata e non eccessiva, premettendo che se il mixaggio è tecnica, ma soprattutto un'arte, non esistono metodi assoluti ma solo punti di partenza. Il punto d'arrivo di ogni mixaggio è basato sul gusto personale e sull'esperienza.


1. Curare l'ambiente

Partiamo da un concetto: sovrapporre fonti sonore una traccia dopo l'altra, magari una proveniente da una ripresa di linea, l'altra microfonando ad aria, l'altra ancora sintetizzando un suono, non è una cosa naturale, e l'orecchio se ne accorge passando ai recettori acustici una sensazione sgradevole quando non è in grado di codificare la profondità spaziale di una sorgente sonora. In pratica è come se ci dicesse "ehi, questa stanza/sala/spazio aperto non esiste! ".
La parte più importante del mixaggio è senz'altro la ricostruzione di questo ambiente che trasforma una piatta registrazione da bidimensionale a tridimensionale.

2. Non è solo questione di reverbero

Lo scopo del gioco è dunque creare una stanza virtuale in cui immergere i musicisti, posizionandoli a destra, a sinistra, dietro e davanti l'ascoltatore. Si tratta di una sottile arte in cui sono coinvolti numerosi mezzi e non solo gli effetti di reverbero. I fattori principali che influiscono sull'ambience generale sono:
  • ambiente reale captato dai microfoni
  • panning stereofonico degli strumenti
  • fase/controfase delle tracce
  • compressori/expanders sulle tracce
  • equalizzazione e separazione di frequenze
  • effetti di reverbero/delay

3. Tenere ben presente l'obiettivo

Dopo ripetuti ascolti di un brano l'orecchio inizia a fare strani scherzi e spesso non sappiamo più se quello che abbiamo fatto sia troppo o troppo poco. Se penso all'ambientazione mi viene in mente il Cinema, dove è importantissimo rendere correttamente la profondità acustica perchè ciò che vediamo deve corrispondere a ciò che sentiamo. Mentre mixiamo dobbiamo darci lo stesso obiettivo, interpretare la musica pensando a quali immagini dare all'ascoltatore. In pratica: recitare. L'ambientazione in cui immaginiamo suonare gli U2 è uno spazio apertissimo, mentre ai Greenday daremo al massimo un garage seminterrato. Una buona esecuzione di Classica deve farci pensare ad un teatro o un auditorium, mentre un rapper non può che cantare in-your-face.

4. Reverberare con i plugin

Qualunque sia il software audio con cui ci misuriamo, i suoi reverberi, belli o brutti che siano, avranno sempre in comune alcune caratteristiche, mutuate dai principali reverberi a rack:
Il tipo di reverbero, punto di partenza per scegliere l'ambiente, si divide più o meno in
room, hall, plate, chamber. I nomi sono ereditati dalle tecniche di reverberazione delle sale pre-digitali. Un giro su Wikipedia sarebbe educativo a tal proposito.
Il controllo Mix/Dry che determina la quantità di effetto rispetto al suono non processato. Nel 99% dei casi aggiungeremo reverberi come mandate su Bus ausiliari, quindi nel 99% dei casi questo controllo va regolato tutto su Mix.
Il predelay ritarda l'attacco del reverbero preservando la nitidezza della sorgente.
Il decadimento, o length, che controlla la durata della "coda" di reverbero
La Size il parametro di ampiezza della nostra stanza virtuale. Spesso è accoppiata a un parametro RT60 che è un coefficiente che sincronizza il decadimento con l'ampiezza.
Color, con cui equalizziamo l'effetto rendendolo freddo o caldo
Diffusion,ER,Spread sono controlli sulle riflessioni del suono su parete. Con questi controlliamo quella specie di "ping pong" che precede il decadimento della nota reverberata
Linear/Nonlinear il reverbero naturale decade progressivamente per ragioni di fisica che non ci sentiamo di affrontare. Ma l'artificio in questo caso è prezioso: Sir Phil Collins ai tempi d'oro usava applicare dei gate al reverbero della sua batteria, sincronizzandoli al tempo della canzone per ottenere un suono più "big" sul rullante. In questo caso il reverbero non serviva per simulare una ambiente, ma quasi per modificare un suono. Il reverbero non-lineare, purtroppo poco supportato dai plugins, è appunto un effetto a decadimento improvviso, molto utile per il drumming.

5. Tempo! quanto fa un quarto?

A prescindere dal tipo di reverbero necessario, le impostazioni dovranno basarsi sul tempo della canzone. I valori di decay, predelay,RT60, length, sono espressi in millisecondi, la durata di un brano in BPM(beat per minuto), così se vogliamo un predelay che attacchi a 1/16 di battuta dobbiamo applicare una semplice formuletta: 1/(bpm/60) /4 = sedicesimi
Tabella calcolo bpm nel tempo
1/(bpm/60) = quarti
1/(bpm/60) /2 = ottavi
1/(bpm/60) /4 = sedicesimi

6. Determinare la giusta quantità

Apro il mix, reverbero il tutto accuratamente, esporto. Ascolto, troppo reverbero. Riapro, rifaccio, tolgo un po' di effetto, riesporto, riascolto e... sparito! C'è gente che così è impazzita.
Innanzitutto l'ovvia considerazione è di dotarsi di ottime cuffie e casse neutre per il monitoraggio, tenendo presente che la giusta quantità di effetti sta in quela sottile linea che va dalla cuffia agli speaker. In linea di massima sceglierei il tipo di reverbero in cuffia, mentre per la quantità di mandata preferirei gli speakers, se non altro perchè l'ascolto prevalente avviene da lì, e le casse interagiscono con l'ambiente circostante generando una reverberazione ulteriore sul nostro mix.

Detto questo passiamo a un metodo veloce per impostare decentemente le mandate(send) facendo l'esempio su un rullante:
- attiviamo la traccia in solo e mettiamo al minimo il send dell'effetto
- alziamo progressivamente il send fino a che non iniziamo a udire distintamente l'effetto
- annotiamo questo valore
- ripetiamo l'operazione con la traccia non in solo, annotando il secondo valore.
il valore giusto sta a metà strada tra i due numeri segnati, sempre che si sia dato il giusto colore, spazio, tempo di attacco e decadimento al reverbero.


7. The Perfect match

Cosa serve per cosa? Provate a fare un elenco delle accoppiate più adatte tra tipologia di reverbero e strumento. Questo lavoro mentale servirà a non smanettare più a casaccio alla ricerca di un effetto casuale, ma ci aiuterà a dare un significato ad ogni operazione.

7.9.08

Problemi col trasferimento guidato file e impostazioni di Windows XP


Il Problema: ho effettuato il trasferimento guidato file e impostazioni usando l'apposita utility: sul vecchio computer ho usato un'unità esterna per il salvataggio. Al termine della procedura ho una bella cartella USMT2.UNC che contiene alcuni file di nome img00001.dat, img00002.dat... e via dicendo.
Ingenuo come cappuccetto rosso nel bosco, confido nelle capacità miracolose di questo corredo di XP, e cosa faccio? Formatto... reinstallo... configuro... pronto! Un bel sistema Xp nuovo fiammante è pronto ora ad accogliere i frutti della miracolosa semina.
Fischiettando allegramente carico di nuovo il Trasferimento Guidato bla bla bla specificando che questo è il nuovo computer che ospiterà i files. Punto alla cartella USMT2.UNC sull'unità esterna e... niente, una benemerita mazza succede all'orizzonte. Un laconico messaggio mi avverte che in quella cartella non è stato trovato alcun file utile al recupero di anni di lavori, foto, ricordi, messaggi. Punto.
Punto?
Ma non scherziamo ragazzi, manteniamo la calma e andiamo sui forum... vediamo... nulla eccetto un'anima buona che suggerisce (ma non garantisce sul risultato) di portare l'intera cartella sull'unità di sistema, in cui è caricato XP...
fatto.

In effetti qualcosa è cambiato. Il Messaggio ora recita più o meno: "questo OS è più recente, per cui non vede i files backuppati col sistema precedente, ti invitiamo a rieffettuare il backup dal vecchio computer installandoci sopra una versione nuova di Trasferimento Guidato Bla bla"
Male, molto male!!! anche perchè il vecchio computer non c'è più, essendo lo stesso su cui è installato il nuovo xp (stessa versione di windows, stesso cd ovviamente). Non è che ogni volta che becco un virus vado a comprarmi un computer nuovo. Scopro dunque che per un errore di comunicazione la Microsoft non ha spiegato bene che:
per la corretta riuscita dell'artificio è necessario avere due computer, di cui uno non si sa bene perchè, da avviare poi allo smaltimento rifiuti bisogna partire dal computer nuovo altrimenti si rischia di fuffare il ripristino dei dati Panico ovviamente, ma freddezza immediata e razionalità mi fanno pensare alle possibili differenze tra due OS installati dallo stesso cd... vediamo... mmm...
La soluzione
Trovato! I due sono stati installati in momenti differenti... la differenza è il tempo. Sul primo era installato il Service Pack 2 o addirittura il Sp1. Su quest'ultimo invece c'è il neonato Sp3, unica tentazione di aggiornamento alla quale avevo ceduto. Nel dubbio tento la disperata carta della disinstallazione di Sp3 e ... funziona tutto alla perfezione. Qualche minuto per la disinstallazione ed ecco pronto il sistema che mi permetterà di tornare ai miei files e alle mie impostazioni!!!

8.5.08

Allineare la fase di due microfoni

Regoliamo l'ampli al volume massimo consentito dal vicinato per ottenere un buon rapporto segnale/rumore, suoniamo qualche accordo vuoto e stando di fronte l'ampli, muoviamo la testa fino a trovare il punto in cui gli speaker suonano meglio. Lasciamo estattamente in questo punto il mic (Sm57), andiamo alla console e verifichiamo che questo sia più o meno lo stesso suono dell'ampli: regoliamo i livelli di gain in modo che il pfl raggiunga zero db sul display e avviciniamo o allontaniamo il microfono fino a ottenere un suono desiderabile abbastanza diretto (max vicinanza 5 cm o tre dita se preferite) Posando la chitarra cerchiamo di produrre del rumore di fondo, meglio se in alta frequenza (buono quello tipico dei single coil Strato) portandolo a zero db tramite il gain della console. Chiudiamo i monitor esterni. Colleghiamo il secondo microfono e posizioniamolo alla stessa distanza del primo dallo speaker. Regoliamo il suo gain portando a zero i pfl sul display. Portiamo a zero i fader (cioè i volumi delle tracce, non i gain) di entrambi i mic guardando il bus Mix LR (probabilmente bisognerà disattivare il pulsante pfl dalle tracce per alcuni mixer) Se il volume del mix LR bus si alza bisogna invertire la fase del mic2. Se la console non lo consente costruiscamo un cavo di fase invertendo i pin 2 e 3 di un semplice cavo xlr. Se il volume sul bus master va giù possiamo procedere: teniamo la fase invertita finchè i volumi non vanno a zero. Andiamo all'ampli e muoviamo il mic2 dietro e avanti, destra e sinistra (sentiremo un effetto simile a quello dei flanger) fino a cercare il punto in cui dalle cuffie risulta il minor rumore. L'obiettivo è cercare il punto in cui i microfoni sono maggiormente in fase l'un l'altro. Quando due suoni sono in fase perfetta si cancellano invertendo la fase di uno dei due. Riandiamo alla console, portiamo a zero entrambi i gain, riportiamo in fase il mic2 premendo il pulsante phase (o collegandolo a un cavo xlr normale). A questo punto entrambi i mic sono in fase. Ora il rapporto di volume tra i due fader farà da equalizzatore. Proviamo a miscelare i due suoni per ottenere risultati diversi. Da questo punto